Nairobi Suburbs

di Frederick Waga Adino, journalist and Anti-Poverty Activist

The population of Nairobi is approximately 3,138,369 according to last census carried out in 2009. An estimated population of 2,500,000 reside in the slums and  they occupy 6% of Nairobi.

Real estate is booming in Kenya and this has resulted in growth of Nairobi suburbs.

It has outshined other classes of investment in terms of return within the last half a decade by a whopping  24.3%, prices of land are at 17.4% and rental income which is the dream of every Kenyan as at 2017 was 7.6%.

There has been an increase in growth of apartments in Nairobi with some of the leafy suburbs such as Kilimani, Kitusuru, Runda and Muthaiga being distorted with high demand for cheaper housing which has resulted in high rise buildings. Although they still face challenges since natives of these areas want them to retain their original structure and ambiance but international and local players want to distort the status quo due to high demand of apartments in this area.

Kibera_Nairobi

Kenya is the home of the largest slum in Africa which is Kibera which is host to a population of 250,000 and 70,000 people per square kilometer.

 

Due to high population in this area this is characterized with no running water, unstructured houses and limited toilets.

Mathare valley being also a bigger slum has a population of 180,000 people and this is putting pressure on the natural resources hence, poor sanitation and the rate of communicable diseases is high. In the leafy suburbs within a square kilometer there is an average of 100 people. This is an incomparable figure and according to me this is inhuman.

Football fans__football is the most popular sport in the slums

 

 

 

 

Huruma Kona_football club founded in Nairobi slums

With the vision 2030 in place a lot has changed and the suburbs of Nairobi have seen growth and improved infrastructure. The government set out four agenda’s as its main core areas of focus. These included expansion of manufacturing sector, affordable housing, and healthcare and food security. This has seen the rise of Chinese companies get a bigger share and compete with local firms in the four areas which have led to increase in rents within the suburbs. According to Cytonn investments, rent has increased with an average of 7.6% within Nairobi. This has been as a result of rural urban migration which is high and stands at an estimated 250,000 people getting into the city each year this is according to World Bank. Most of these people come to do informal jobs and are likely to settle in the slums. This has been the major cause of growth of slums and despite, the government efforts in trying to put up more and more housing within Kibera slums. The population has continuously increased tremendously over the years. The people who come from the rural areas due to their low income look for affordable housing which is why, the slums.

Kilimani_Nairobi_Cytonn Tower

Security being a major concern within the Nairobi suburbs, the government outlined 10 most dangerous areas which are all in low income areas. In the slums security is poor and it is characterized with high number of killings of youths who join gang so as to live a better life. These youths embrace the slogan ”yolo” meaning you only live once. So, they prefer to live a risky life and shorter one but, again a better one. They laugh at the older people saying why live long and live in the slums. This has caused even women to join these gangs, causing the future of the slum to be at risk. In the leafy suburbs there is a high investment in security. In the slums the rate of pregnancy and children born out of wedlock is high and this results to some children being forced to fend for themselves as early as 6 years. Truly this is worrying and these children will end up in crime as they grow up.

Nairobi suburb is comprised of a mixture of leafy and slum areas like any other typical city in the world.

Though the government has focused on improving housing and making it affordable. This has been a project which is beyond reach for the common mwananchi (person). The government  is solving the problems from up the tree rather than, uprooting the whole tree and the problem will be eliminated completely. Finally, as long as the government fails to implement projects which can improve the poor suburbs these residents will forever remain poor and lack essential resources.

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I ‘muri del dialogo’ nel quartiere Primavalle di Roma

di Alfonso Angrisani

Raccontami una Storia_Primavalle

La loro tela è la città.

Un muro, un autobus, un vagone della metro, i cavalcavia e i sotterranei, qualsiasi altra superficie che la metropoli lascia esposta lungo le strade.

L’idea di scrivere un articolo su di loro mi è venuta una sera, mentre vagabondavo (un po’ giù di morale per motivi che non sto a dire) tra via di Torrevecchia e dintorni. C’erano alcune saracinesche trasformate in allegri cartoon, dai colori molto belli, vivaci, in allegro contrasto con il grigiore di quelle rimaste all’evidenza della loro copertura zincata. Incuriosito, decido così di mettermi alla ricerca degli autori di questi disegni. Dopo alcune “indagini” fra i negozianti di zona, i primi che riesco a contattare sono un ragazzo e una ragazza che disegnano insieme: rispettando il loro desiderio di anonimato, qui li identificheremo solo come “Graphic Wish”, denominazione con cui autografano le loro decorazioni e che è anche di riferimento per chi voglia rintracciarli su internet.

Dalle domande cui gentilmente rispondono apprendo che hanno cominciato le loro performances (graffiti, decorazioni, aerografie, ecc., sono tante – così mi dicono – le tecniche di realizzazione) nel 2007 e che questa loro passione li ha fatti incontrare anche sentimentalmente. Per mantenersi fanno altro, anche se coltivano il sogno di riuscire a vivere di questa loro passione: che siano bravi è fuori discussione, basta guardare le immagini qui riportate. Prima di salutarci, ci tengono a precisare che per loro la street art è altro rispetto alla semplice decorazione, costituendo una forma di espressione totalmente libera e senza ritorno economico (che resta molto marginale, purtroppo, anche nei disegni su commissione).

Grazie all’aiuto del gentilissimo gestore dell’edicola di via Maffi, mi incontro poi con un altro di questi artisti: Simone, un giovane di 19 anni che, fra le altre cose, sta concludendo gli studi di liceo artistico. Ci incontriamo al bar che sta proprio accanto all’edicola e nell’intervistarlo mi rendo subito conto di avere di fronte un ragazzo molto brillante, con tanti interessi (fa parte anche di una rock band). Mi dice che ha sempre avuto la passione per il disegno, e che questa faccenda delle decorazioni delle saracinesche è alquanto recente, anche se i suoi disegni si possono vedere non solo a Primavalle, ma anche a Montespaccato, Quartaccio, Cecchignola. La sua idea di arte si incentra sopratutto sulla tecnica (usa prevalentemente lo spray) che mira ad affinare sempre più: quando gli domando che progetti ha per il futuro, mi dice infatti che il suo scopo è arrivare al “nirvana della tecnica artistica”, in modo da raggiungere una sorta di “universalità del gradimento” per quanto riguarda le sue opere. E non è – ci tiene a dirlo – una faccenda di presunzione, quanto piuttosto di ricerca di realizzazione attraverso l’arte: sarebbe meraviglioso – aggiunge parlando del writing (graffiti) – “poter scrivere in tutto il mondo”. Cosa che peraltro intende fare in modo lecito, e cioè senza disegnare su muri di privati che sono contrari a questa forma d’arte. Che dire: in bocca al lupo Simone, i tuoi disegni sono bellissimi, che il futuro possa portarti quello che desideri.

L’ultima intervista è avvenuta quasi per caso (dico “quasi” perché avevo avuto la “soffiata” di cercare di notte per certe vie meno frequentate del quartiere, cosa che ho fatto per due buone settimane). In una traversa buia di via Battistini mi imbatto, intorno alla mezzanotte, in un giovane che se ne sta accucciato a fare uno stencil. Mi sono avvicinato con una certa circospezione, e lì per lì non sapevo se aspettare che finisse o interromperlo, così mi sono semplicemente messo a guardarlo disegnare. Dopo un po’ è stato lui a parlarmi, ed il nostro “dialogo” – se così si può chiamare – merita di essere riportato qui. “se vuoi vedere vedi, ma non mi stare così vicino, non mi piace quando faccio” ha esordito. “ok, volevo solo farti qualche domanda e poi giuro che me ne vado” ho replicato. “Chi sei, un giornalista, un volontario che fa le multe, un fighetto curioso?”. “niente di tutto questo, sono solo uno che scrive qualche articolo gratis per una rivista di quartiere che pure viene distribuita gratis. Può andare?”. A questo punto è calato un certo silenzio, il tipo sempre accucciato mi ha squadrato dal basso e poi ha detto un semplice “ok”. Gli ho fatto solo due domande, e in base a quelle ho saputo che fa i suoi disegni sempre e solo perché gli piace, senza mai un ritorno economico e che anzi non sopporta quelli che hanno trasformato la Street Art in commercio. Di giorno fa altro, è un insospettabile commesso in un negozio in Prati. Mi ha solo chiesto, caso mai dovessi incontrarlo nel suo luogo di lavoro, di far finta di niente…

Articolo pubblicato sul giornale IgeaNews, periodico romano di informazione e cultura del centro storico e dei quartieri Prati, Della Vittoria, Borgo, Trionfale, Balduina, Primavalle e Cassia (www.igeanews.it)